Cosa è realmente la fideiussione?

Hai bisogno di un prestito ma la banca vuole maggiori garanzie? La fideiussione potrebbe essere la formula che stai cercando, una soluzione rivolta a imprenditori, lavoratori autonomi e adottata sempre più spesso dagli italiani.

Ma cosa è la fideiussione? Cosa si nasconde dietro questa parola? Per capirci di più partiamo da un esempio concreto, probabilmente il più diffuso: sei un lavoratore autonomo, vuoi ottenere un mutuo o un finanziamento ma la banca ti chiede un maggior “merito creditizio” (capacità di restituire il credito in base al reddito e al patrimonio).

Situazione complessa, vero? No, perché ecco che entra in campo il fideiussore, ovvero un garante che possa assolvere i tuoi pagamenti in caso di inadempienza. Ecco cosa è la fideiussione in poche parole: una garanzia personale di un soggetto nei confronti di un altro.

Il fideiussore, come spesso accade, può anche essere un parente prossimo e può tornare utile per ottenere condizioni più vantaggiose dal creditore, in poche parole, per avere più fondi dalla banca. Ecco una definizione netta presa da Wikipedia:

« È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza. »

La fideiussione quindi è un contratto, un’ulteriore forma di garanzia solitamente richiesta da banche, assicurazioni e altri istituti di credito. E in un periodo difficile come questo è facile aver bisogno di una fideiussione. In via generale i servizi richiesti al beneficiario della fideiussione (chi eroga i fondi o il servizio) possono essere di ogni tipo.

Qualche esempio: finanziamenti, mutui, un contratto di locazione, l’acquisto di un bene o servizio. Il fideiussore a sua volta può essere una persona fisica o giuridica, anche un istituto bancario. Nello specifico i soggetti interessati sono tre:

 

  • Il contraente: cioè chi chiede il prestito/bene/servizio, può essere una persona fisica o giuridica (ossia una società, una ditta, un’associazione).
  • Il beneficiario o creditore garantito: chi eroga il prestito/bene/servizio, solitamente è una banca, assicurazione o altro istituto di credito.
  • Il fideiussore: persona fisica o giuridica che garantisce il pagamento o parte di esso in caso di insolvenza da parte del contraente.

Il contratto vede coinvolti, almeno dal punto di vista legale, due soggetti: l’istituto di credito che elargisce i fondi e il fideiussore che adempie al pagamento. Ma solo in caso di comprovata difficoltà da parte del debitore. In tal caso il fideiussore impegna il suo reddito e/o patrimonio per intero, salvo concordare preventivamente un tetto di spese.

La stipulazione del contratto richiede quindi due attori. Ma ha senso solo nel momento in cui il terzo soggetto, ovvero il debitore o contraente, chiede un prestito o finanziamento a un istituto di credito o banca.

Ne consegue che il debitore è di fatto estromesso dalla stipulazione attiva del contratto e potrebbe talvolta essere inconsapevole dell’accordo stilato tra l’istituto di credito e il fideiussore. Hai ancora qualche dubbio? Lascia le tue domande nei commenti!

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