Polizza Decennale Postuma Indennitaria: pagamento dell’indennizzo e valutazione del danno.
Analisi delle Condizioni di assicurazione
Come viene effettuato il pagamento dell’indennizzo in caso di sinistro?
Quale procedura seguire? a chi rivolgersi in caso di sinistro?
Eventuali interventi che ritengo necessari sulle opere, in caso di sinistro, come devo procedere?
Come viene concordato il danno ?
su quali basi?
ci vuole un Perito?
Queste sono solo alcune delle domande che è bene porsi prima di stipulare la polizza Decennale Postuma Indennitaria, dall’analisi delle Condizioni generali di polizza troviamo le risposte riferite sempre ad una polizza generica che spesso vengono adottate da numerose compagnie di assicurazioni italiane:
Pagamento dell’Indennizzo
Il pagamento dell’Indennizzo verrà effettuato all’Assicurato, in proporzione alla Quota di proprietà, previa detrazione degli importi per Franchigia e Scoperto ( si ma a quanto ammontano? lo vedremo in un prossimo articolo), indicati nella scheda di Polizza, a fronte di una quietanza redatta dalla Compagnia di assicurazioni e sottoscritta dall’Assicurato, per la propria quota, liberatoria anche per il Contraente per i danni che hanno formato oggetto di Indennizzo.
Per richiedere il pagamento l’Assicurato deve rivolgersi al proprio Agente o intermediario con cui ha stipulato la polizza o direttamente alla Compagnia di assicurazioni.
L’importo da corrispondere sarà pari al valore di ricostruzione o riparazione dell’Immobile, o delle parti di esso, al momento del Sinistro tenendo conto del grado di vetustà, stato di conservazione e modo d’uso. A ricostruzione o riparazione avvenuta, purché la stessa sia effettuata entro un anno dalla data del Sinistro, la Compagnia di assicurazioni verserà all’Assicurato, in proporzione alla Quota di proprietà, il conguaglio di Indennizzo derivante dalla differenza tra l’ammontare del danno determinato a norma già prevista da altro articolo:
“a) stimando la spesa necessaria al momento del Sinistro per l’integrale ricostruzione a nuovo dell’Immobile di cui la proprietà dell’Assicurato fa parte escludendo il solo valore dell’area;
- b) stimando la spesa necessaria al momento del Sinistro per ricostruire a nuovo le parti distrutte e per riparare quelle danneggiate dell’Immobile di cui la proprietà dell’Assicurato fa parte;
- c) stimando il valore ricavabile dai residui” e quanto già corrisposto secondo il precedente capoverso.
Interventi provvisori e modifiche non relativi ad operazioni di salvataggio
I costi di interventi provvisori a seguito di Sinistro indennizzabile, diversi da quelli previsti dall’art. 1914 del Codice Civile, sono a carico della Compagnia solo nel caso in cui costituiscano parte di quelli definitivi e non aumentino il costo complessivo del Sinistro.
Tutti gli altri costi inerenti a modifiche ed a spese per localizzare il danno non sono comunque indennizzabili
Procedure per la valutazione del danno
L’ammontare del danno è concordato dalle parti direttamente oppure, a richiesta di una di esse, mediante periti nominati uno dalla Compagnia e l’altro dall’Assicurato, con apposito atto unico.
I due periti devono nominarne un terzo quando si verifichi disaccordo o anche prima, su richiesta di uno di essi. Il terzo perito interviene soltanto in caso di disaccordo e le decisioni sui punti controversi sono prese a maggioranza. Ciascun perito ha facoltà di farsi assistere e coadiuvare da altre persone, le quali potranno intervenire nelle operazioni peritali, senza però avere alcun voto deliberativo.
Se una delle parti non procederà alla nomina del proprio perito o se i periti non si accordano sulla nomina del terzo, tali nomine, anche su richiesta di una sola delle parti, sono demandate al Presidente del Tribunale nella cui Circoscrizione è avvenuto il Sinistro.
Ciascuna delle parti sostiene le spese del proprio perito; quelle del terzo sono ripartite a metà.
Grazie agli articoli delle Condizioni generali di polizza, abbiamo risposto alle domande iniziali, la nostra società ed i suoi consulenti operano da molti anni in questo settore e possono rispondere ai quesiti sulle Condizioni Generali per la Polizza Postuma Decennale Indennitaria, devi sapere che noi operiamo su tutto il territorio italiano, isole comprese.
Gestione delle Controversie e Soluzioni Alternative
Dopo la perizia e la quantificazione del danno, può capitare che l’assicurato non sia d’accordo con la valutazione effettuata dalla compagnia o con l’importo dell’indennizzo proposto. In questi casi, esistono diverse strade per risolvere la controversia, sia stragiudiziali che giudiziali.
Le Principali Cause di Controversia
Prima di intraprendere azioni formali, è utile comprendere quali sono le contestazioni più frequenti tra assicurato e compagnia:
- Quantificazione del danno: disaccordo sull’importo del danno accertato dal perito
- Copertura assicurativa: la compagnia sostiene che il danno non rientra tra quelli coperti
- Applicazione di franchigie o scoperti: contestazione sulle riduzioni applicate all’indennizzo
- Regola proporzionale: disaccordo sul valore assicurabile e sull’applicazione della sottoassicurazione
- Esclusioni contrattuali: la compagnia invoca esclusioni che l’assicurato ritiene non applicabili
- Nesso causale: contestazione sul fatto che il danno derivi effettivamente da un vizio costruttivo
- Tempistiche di liquidazione: ritardi eccessivi nel pagamento dell’indennizzo
Prima Strada: Negoziazione Diretta con la Compagnia
Prima di ricorrere a strumenti formali, è sempre consigliabile tentare una negoziazione diretta con la compagnia. Spesso le controversie nascono da incomprensioni o da documentazione incompleta che può essere integrata.
Come Impostare una Negoziazione Efficace
- Richiedere per iscritto (PEC o raccomandata A/R) una spiegazione dettagliata della valutazione
- Fornire controdeduzioni tecniche documentate (ad esempio, preventivi alternativi per le riparazioni)
- Proporre un incontro con il perito della compagnia per discutere i punti contestati
- Presentare eventuali perizie o valutazioni di altri tecnici a sostegno della propria posizione
- Proporre una soluzione transattiva intermedia tra la richiesta iniziale e l’offerta della compagnia
💡 Suggerimento: Mantenere sempre un tono collaborativo e professionale. La maggior parte delle compagnie preferisce evitare contenziosi lunghi e costosi, quindi è spesso possibile trovare un accordo ragionevole in fase di negoziazione.
Seconda Strada: Perizia Contraddittoriale o Terzo Perito
Se la negoziazione diretta fallisce, il passo successivo è la nomina di un perito di parte per una perizia contraddittoriale.
Procedura per la Perizia Contraddittoriale
- L’assicurato nomina formalmente un perito di parte (ingegnere, architetto, geometra abilitato)
- Il perito di parte notifica la propria nomina alla compagnia
- I due periti (della compagnia e dell’assicurato) si incontrano per un sopralluogo congiunto
- Esaminano insieme il danno, discutono le valutazioni e tentano di raggiungere un accordo
- Se concordano, redigono una perizia condivisa che diventa vincolante per entrambe le parti
- Se non concordano, nominano un terzo perito (superperito) che decide in via definitiva
Il Ruolo del Terzo Perito (Superperito)
Nomina: Se i due periti non raggiungono un accordo, nominano congiuntamente un terzo perito imparziale. Se non concordano nemmeno sulla scelta del superperito, la nomina può essere effettuata dal Presidente del Tribunale.
Decisione: Il superperito effettua una propria valutazione del danno, che generalmente si colloca tra le due posizioni. La sua decisione è vincolante per entrambe le parti e costituisce il valore definitivo del danno.
Costi: Le spese del superperito sono generalmente divise al 50% tra assicurato e compagnia. Ogni parte paga il proprio perito di parte.
💰 Esempio costi perizia contraddittoriale:
- Perito di parte assicurato: €1.500-€3.000
- Perito compagnia: a carico compagnia
- Superperito (se nominato): €2.000-€4.000 (diviso 50/50)
- TOTALE a carico assicurato: €2.500-€5.000 circa
Terza Strada: Arbitrato (Clausola Compromissoria)
Molte polizze decennali postume contengono una clausola compromissoria che prevede il ricorso obbligatorio all’arbitrato per le controversie sulla quantificazione del danno, escludendo la giurisdizione del giudice ordinario.
Come Funziona l’Arbitrato
- L’assicurato notifica alla compagnia la richiesta di arbitrato
- Ciascuna parte nomina un proprio arbitro
- I due arbitri nominano un terzo arbitro (presidente del collegio)
- Il collegio arbitrale esamina la documentazione e può effettuare sopralluoghi
- Ciascuna parte può presentare memorie e controdeduzioni scritte
- Il collegio emette un lodo arbitrale (decisione) entro 6-12 mesi
- Il lodo è vincolante e inappellabile (salvo vizi di forma gravissimi)
Vantaggi e Svantaggi dell’Arbitrato
Vantaggi:
- Tempi più rapidi rispetto al giudizio ordinario (6-12 mesi vs 3-5 anni)
- Maggiore riservatezza (il procedimento non è pubblico)
- Possibilità di scegliere arbitri tecnici esperti in materia edilizia/assicurativa
- Certezza dei tempi: il lodo deve essere emesso entro il termine previsto
Svantaggi:
- Costi più elevati: ciascuna parte paga il proprio arbitro + quota del presidente
- Decisione inappellabile: impossibile fare ricorso se il lodo è sfavorevole
- Minore garanzia di imparzialità rispetto al giudice ordinario
- Rischio di dover pagare le spese arbitrali della controparte se si perde
Possibilità di Impugnare la Clausola Compromissoria
Importante: Se la clausola compromissoria è vessatoria o è stata applicata in modo scorretto, l’assicurato può impugnarla davanti al giudice ordinario chiedendo che la controversia venga decisa dal Tribunale anziché dall’arbitro.
Casi di vessatorietà:
- Clausola non specificatamente sottoscritta dall’assicurato (contratti standard)
- Clausola che assegna alla compagnia il diritto di nominare tutti gli arbitri
- Arbitrato eccessivamente oneroso per l’assicurato rispetto al valore della lite
- Clausola che limita i poteri dell’arbitro in modo da favorire la compagnia
Quarta Strada: Ricorso al Giudice Ordinario
Se tutte le strade stragiudiziali (negoziazione, perizia contraddittoriale, arbitrato) falliscono o non sono applicabili, l’assicurato può rivolgersi al Tribunale competente per far valere il proprio diritto all’indennizzo.
Giudizio Ordinario: Procedura e Tempistiche
- L’assicurato deposita un atto di citazione presso il Tribunale competente
- Il Tribunale fissa un’udienza di prima comparizione (generalmente entro 6-12 mesi dal deposito)
- Le parti si scambiano memorie scritte e documentazione probatoria
- Il giudice può disporre una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) affidata a un perito nominato dal Tribunale
- Dopo la CTU, le parti presentano conclusioni scritte
- Il giudice emette la sentenza (generalmente 2-4 anni dall’inizio del processo)
- La sentenza può essere impugnata in appello entro 30 giorni
Foro Competente e Prescrizione
Foro competente: Generalmente il Tribunale del luogo dove si trova l’immobile danneggiato.
Termine di prescrizione: 2 anni dalla denuncia del sinistro o dal rifiuto esplicito della compagnia di liquidare l’indennizzo. Attenzione: la prescrizione decorre dalla data in cui l’assicurato è venuto a conoscenza del danno e lo ha denunciato, non dalla data del danno stesso.
⚠️ Attenzione: Se il termine di prescrizione è scaduto, l’assicurato perde definitivamente il diritto di far valere la propria pretesa.
Onere della Prova e Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU)
Onere della prova: In giudizio, spetta all’assicurato dimostrare:
- L’esistenza del danno e la sua entità
- La riconducibilità del danno a un vizio costruttivo coperto da polizza
- Il nesso causale tra il difetto e il danno manifestato
- Il mancato pagamento dell’indennizzo spettante
Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU):
Nella maggior parte dei casi, il giudice dispone una CTU affidata a un ingegnere o architetto iscritto all’albo dei CTU. Il perito nominato dal Tribunale:
- Effettua sopralluoghi e indagini tecniche sull’immobile
- Valuta l’entità del danno e le cause che lo hanno determinato
- Quantifica l’importo necessario per le riparazioni
- Deposita una relazione tecnica che il giudice generalmente recepisce nella sentenza
💰 Costi CTU: Le spese della CTU (€3.000-€8.000 a seconda della complessità) sono anticipate dall’assicurato ma vengono poi poste a carico della parte soccombente. Se l’assicurato vince, la compagnia paga le spese CTU.
Condanna alle Spese Legali
Principio generale: La parte soccombente viene condannata al pagamento delle spese legali della controparte.
Esempi:
- Se l’assicurato vince: la compagnia paga le spese legali dell’assicurato + CTU + spese di lite
- Se la compagnia vince: l’assicurato paga le spese legali della compagnia + CTU + spese di lite
- Se soccombenza parziale: il giudice può compensare le spese (ciascuno paga il proprio avvocato)
Quale Strada Scegliere? Tabella Comparativa
Per aiutare l’assicurato a scegliere la strada migliore, ecco una tabella comparativa delle diverse opzioni:
NEGOZIAZIONE DIRETTA
- Costi: Nulli
- Tempi: 1-3 mesi
- Efficacia: Media (dipende dalla disponibilità della compagnia)
- Vincolo decisione: No (si può sempre ricorrere ad altro strumento)
- Quando usarla: Prima opzione da tentare sempre
PERIZIA CONTRADDITTORIALE
- Costi: €2.500-€5.000
- Tempi: 3-6 mesi
- Efficacia: Alta (accordo tecnico spesso risolutivo)
- Vincolo decisione: Sì (lodo del terzo perito vincolante)
- Quando usarla: Controversie su quantificazione danno
ARBITRATO
- Costi: €5.000-€15.000
- Tempi: 6-12 mesi
- Efficacia: Alta (decisione vincolante)
- Vincolo decisione: Sì (lodo inappellabile)
- Quando usarla: Se previsto in polizza, alternativa rapida al giudizio
GIUDIZIO ORDINARIO
- Costi: €8.000-€20.000 + CTU
- Tempi: 3-5 anni (+ appello)
- Efficacia: Massima garanzia imparzialità
- Vincolo decisione: Sì (sentenza esecutiva, appellabile)
- Quando usarla: Ultima risorsa, controversie complesse o alto valore
Conclusioni: Strategie per una Gestione Efficace delle Controversie
- Tentare sempre prima la negoziazione diretta: molte controversie nascono da incomprensioni che possono essere risolte con documentazione aggiuntiva
- Valutare attentamente costi vs benefici: per danni di importo limitato (<€10.000), il ricorso al giudizio può non essere economicamente conveniente
- Affidarsi a professionisti competenti: avvocati specializzati in diritto assicurativo e periti esperti in materia edilizia possono fare la differenza
- Conservare tutta la documentazione: ogni comunicazione, perizia, preventivo può essere decisivo in caso di contenzioso
- Rispettare i termini di prescrizione: il termine di 2 anni è perentorio e la sua scadenza comporta la perdita definitiva del diritto
- Valutare proposte transattive ragionevoli: spesso una transazione al 70-80% della pretesa è preferibile a un giudizio lungo e incerto
💡 Consiglio finale: Prima di intraprendere qualsiasi azione formale, consultare sempre un avvocato specializzato in diritto assicurativo per una valutazione preliminare della fondatezza della pretesa e della strategia più adeguata al caso.
Articolo pubblicato il 21 Ottobre 2022, ultimo aggiornamento 28 Aprile 2026