Cosa vuol dire: Clausola Vessatoria?
Clausola vessatoria: cos’è, rischi, esempi pratici e come difendersi
Indice
- Cos’è una clausola vessatoria
- Lista grigia e lista nera: le differenze
- Perché le clausole vessatorie sono vietate
- Esempi pratici di clausole vessatorie
- Come riconoscere una clausola vessatoria
- Cosa fare se trovi una clausola vessatoria
- Normativa di riferimento
- FAQ sulle clausole vessatorie
Cos’è una clausola vessatoria
Una clausola vessatoria è una condizione contrattuale che, inserita da un professionista in un contratto con un consumatore, crea un squilibrio significativo tra i diritti e gli obblighi delle parti.
In parole semplici: sono quelle frasi scritte “in piccolo” nei contratti standard (telefono, luce, gas, mutui, acquisti online) che limitano ingiustamente i diritti del consumatore.La disciplina è contenuta negli articoli 33-36 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e nell’art. 1341 del Codice Civile.
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Lista grigia e lista nera: le differenze
La legge distingue due categorie principali:
Lista “grigia”
Comprende clausole presunte vessatorie, cioè considerate scorrette salvo che il professionista dimostri il contrario.
Esempi:
- Limitazioni di responsabilità del venditore in caso di danni lievi.
- Clausole che permettono al professionista di modificare il contratto unilateralmente.
Lista “nera”
Comprende clausole sempre nulle, senza possibilità di prova contraria.
Esempi:
- Esclusione totale di responsabilità del professionista.
- Clausole che limitano il diritto del consumatore di agire in giudizio.
- Penali manifestamente eccessive in caso di recesso.
In entrambi i casi, se una clausola è dichiarata vessatoria, è come se non fosse mai stata scritta.
Perché le clausole vessatorie sono vietate
Il legislatore le considera illecite perché sfruttano la posizione di debolezza del consumatore, che di solito:
- firma contratti “standardizzati” (moduli prestampati, contratti online),
- non ha possibilità di trattare o modificare le condizioni,
- si trova a subire termini contrattuali ingiusti senza rendersene conto.
In pratica, vietarle significa riequilibrare i rapporti tra professionista e consumatore.
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Esempi pratici di clausole vessatorie
Alcuni esempi concreti che puoi incontrare:
-
Limitazione di responsabilità: “La società non risponde per eventuali disservizi, anche se imputabili a dolo o colpa grave.”
-
Foro esclusivo: “Qualsiasi controversia sarà trattata solo dal Tribunale della sede della società.”
-
Penali eccessive: “Se recedi prima dei 24 mesi, dovrai pagare una penale pari a tutte le rate residue.”
-
Modifica unilaterale: “La compagnia si riserva il diritto di modificare le condizioni senza preavviso.”
Tutti esempi che creano squilibri a svantaggio del consumatore.
Come riconoscere una clausola vessatoria
Ecco alcuni campanelli d’allarme da tenere a mente quando leggi un contratto:
- Frasi scritte in piccolo o con linguaggio complicato.
- Limitazioni di diritti fondamentali (garanzia, rimborso, assistenza).
- Obblighi pesanti per il consumatore senza corrispettivo per il professionista.
Regola pratica: se una clausola “suona troppo sbilanciata” a favore del professionista, probabilmente è vessatoria.
Cosa fare se trovi una clausola vessatoria
Se ti accorgi di aver firmato un contratto con una clausola vessatoria, non sei senza difese. Puoi:
-
Contestare la clausola alla controparte e chiederne la rimozione.
-
Segnalare la pratica all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).
-
Rivolgerti a un giudice, che può dichiarare la clausola nulla.
Ricorda: la nullità colpisce solo la clausola vessatoria, non l’intero contratto (che resta valido).
Normativa di riferimento
-
Articoli 33-36 Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005)
-
Art. 1341 Codice Civile (clausole vessatorie nei contratti per adesione)
- Direttiva UE 93/13/CEE sulle clausole abusive nei contratti con i consumatori
- Novità introdotte dal recepimento della Direttiva UE 2019/2161
FAQ sulle clausole vessatorie
Cos’è una clausola vessatoria?
Una clausola contrattuale che crea uno squilibrio a danno del consumatore.
Qual è la differenza tra lista grigia e lista nera?
La lista grigia contiene clausole presumibilmente vessatorie; la lista nera clausole sempre nulle.
Posso ignorare una clausola vessatoria?
Sì, perché è nulla e non vincola il consumatore.
Cosa succede se firmo un contratto con clausole vessatorie?
Il contratto resta valido, ma le clausole nulle non producono effetti.
Chi decide se una clausola è vessatoria?
Può stabilirlo un giudice, oppure intervenire l’AGCM in caso di pratiche scorrette.
Le clausole vessatorie sono più comuni di quanto pensiamo: si nascondono nei contratti di telefonia, nelle forniture domestiche, nei servizi bancari e assicurativi.
Saperle riconoscere significa difendere i propri diritti ed evitare di trovarsi vincolati da condizioni ingiuste.
La regola d’oro? Leggere sempre le condizioni contrattuali e, se un termine sembra eccessivamente a favore del professionista, chiedersi se non sia proprio una clausola vessatoria.
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