Podcast “La Fideiussione”

Ascolta “Fideiussione per il VIES: perché l’Assicurativa batte il deposito cauzionale (e come ottenerla in 5 giorni)”

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In questa puntata del podcast “La Fideiussione” esploriamo la scelta migliore per le società extra UE che devono presentare una garanzia per l’iscrizione al VIES. Scopri perché bloccare 50.000 euro in contanti è un costo opportunità enorme e come la soluzione assicurativa risolve il problema con soli 4 documenti.

Punti Chiave dell’Episodio

  • Tempistiche: Approvazione ed emissione in soli 5 giorni lavorativi, con un tasso di successo del 100%.
  • Il problema del capitale: Il deposito cauzionale blocca 50.000 euro per 3 anni.
  • La soluzione: La fideiussione assicurativa richiede solo un premio fisso triennale, liberando liquidità per il business.
  • Validità legale: L’Agenzia delle Entrate equipara le due opzioni (DPR 633/1972 e Provvedimento 178713/2025).
  • Burocrazia snella: Bastano 4 documenti (incluso il report di Amazon per le start-up) per completare la pratica.

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Puntata numero 29 del 4 agosto 2026

Nella puntata precedente è stato spiegato cos’è il VIES e perché le società extra UE con rappresentante fiscale in Italia devono presentare questa garanzia. Dando per acquisito quel passaggio, resta la domanda successiva, quella davvero pratica: quale strumento scegliere per presentarla?

È una decisione fondamentale, perché impatta immediatamente sulle finanze e sull’operatività di un’azienda. Per visualizzarla, è un po’ come noleggiare un furgone per lavorare, ma dover lasciare un’intera auto in pegno.

Garanzie tradizionali e soluzione assicurativa

Con le garanzie tradizionali succede esattamente questo: ci si ritrova con 50.000 euro congelati per 3 anni. È un costo opportunità enorme.

Per quella cifra esiste un motivo storico preciso: nasce per proteggere lo Stato da potenziali frodi IVA. La tutela statale viene prima di tutto, ma bloccare quei soldi significa togliere linfa vitale all’azienda. Sono somme che non possono essere impiegate per comprare merci o per finanziare le campagne di marketing.

È qui che la soluzione assicurativa risolve il problema alla radice, facendo da ponte: garantisce lo Stato, ma l’azienda versa solo un premio fisso triennale, senza alcun capitale immobilizzato.

Quadro normativo ed efficacia legale

Dal punto di vista finanziario il ragionamento non fa una piega, ma resta la domanda tecnica: l’Agenzia delle Entrate accetta davvero questa soluzione senza problemi?

La risposta è affermativa, e non si tratta di una semplice tolleranza o di una scorciatoia legale. Il DPR 633 del 1972 e il recentissimo provvedimento 178713 del 2025 parlano chiaro: equiparano legalmente la polizza assicurativa al deposito in contanti. Lo Stato ottiene la stessa identica tutela, mentre l’azienda ottiene il documento in soli 5 giorni lavorativi.

Caso pratico e burocrazia ridotta: i 4 documenti necessari

Quando nel mondo aziendale si affiancano le parole “veloce” e “legale”, di solito spunta una montagna di scartoffie: è un dubbio più che legittimo, ma la pratica dice il contrario.

Un caso recente riguarda un importatore dalla Cina. Aveva la merce pronta, ma senza garanzia non poteva operare col VIES, e non intendeva bloccare 50.000 euro né rassegnarsi a settimane di attesa burocratica. Ha optato per la via assicurativa e in 5 giorni ha chiuso tutto, salvando la liquidità per pagare direttamente i fornitori. In tutto ha presentato solo 4 documenti.

Il primo è la procura al rappresentante fiscale, regolarmente tradotta e apostillata, cioè validata per l’uso internazionale.

Il secondo è uno storico delle vendite. Se l’azienda è appena nata, basta una semplice previsione delle vendite: oggi è sufficiente presentare anche un report estratto direttamente da Amazon. Le moderne analisi di rischio, infatti, non hanno più bisogno di business plan teorici da 50 pagine, perché possono accedere ai dati reali e tracciabili di un e-commerce. È anche questo a spiegare come si riesca a completare la pratica in soli 5 giorni.

Gli ultimi due sono i documenti societari di base, come la visura e il documento d’identità dell’amministratore, e infine il report antiriciclaggio.

La gestione dell’antiriciclaggio per le aziende extra UE

L’antiriciclaggio merita un approfondimento, perché rappresenta un collo di bottiglia critico per le aziende extra UE, che provengono da normative di origine completamente diversa. Molte si bloccano proprio a questo passaggio.

Il sistema assicurativo prevede però un supporto dedicato: se un’azienda straniera non dispone del report, un team la aiuta a costruirlo da zero, senza far slittare le tempistiche dei 5 giorni.

I tre passaggi per l’emissione della polizza

Una volta raccolti i 4 documenti, si arriva all’emissione vera e propria in tre passaggi.

Il primo è la compilazione della richiesta, molto snella, senza questionari infiniti.

Il secondo è la verifica di idoneità. Su oltre 1500 aziende servite, il tasso di approvazione è del 100% sulle pratiche presentate. Il dato non dipende da filtri iniziali particolarmente selettivi, ma dall’accompagnamento del cliente fino alla conformità: il processo non è fatto per bocciare le aziende al primo errore, bensì per analizzare le carte in anticipo e strutturare la pratica in modo perfetto, andando così a colpo sicuro sull’approvazione finale.

Il terzo e ultimo step è l’emissione materiale del documento e la consegna al rappresentante fiscale.

L’impatto finanziario sulla crescita aziendale

Con questo passaggio si completa l’iscrizione al VIES. Guardando il quadro completo, emerge una vera e propria strategia aziendale: non si tratta soltanto di una formalità burocratica.

Resta una riflessione: quanto rendono in realtà 50.000 euro se reinvestiti in sviluppo commerciale o in inventario per 3 anni, anziché restare immobili in un deposito a garanzia? È il nocciolo della questione. In un mercato dinamico, liberare capitale significa letteralmente liberare potenziale di crescita.