06 Febbraio 2026

Fideiussione assicurativa per contributi Smart & Start 2026: la guida semplice per Startup

Team di startup innovativa che lavora in ufficio dopo l’approvazione del finanziamento Smart & Start 2026
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Hai un’idea brillante, hai partecipato al bando e magari hai anche ricevuto quella fantastica PEC che dice: “Progetto approvato!”. È il momento di festeggiare, vero? Assolutamente sì.

Ma subito dopo i brindisi, spesso arriva una doccia fredda burocratica. Ti chiedono una fideiussione Smart & Start 2026 per darti subito i soldi. E qui molti giovani imprenditori si bloccano. Cos’è? A cosa serve? E soprattutto, dove la trovo se la mia azienda è nata ieri?

Se ti senti perso tra termini bancari e moduli incomprensibili, fermati. Sei nel posto giusto. In questo articolo ti spiegherò tutto in modo semplicissimo, senza “legalese”, per farti ottenere la tua garanzia Smart & Start senza mal di testa.

 

1. Cos’è Smart & Start 2026 

Prima di parlare di fideiussioni e burocrazia, facciamo un passo indietro. Smart & Start Italia è l’incentivo principale di Invitalia per chi vuole lanciare o far crescere una startup innovativa nel nostro Paese.

Immaginalo come un “super carburante” che lo Stato mette a disposizione per idee ad alto contenuto tecnologico. Se hai un progetto che punta all’economia digitale, all’intelligenza artificiale o a valorizzare la ricerca scientifica, questo è il bando che fa per te.

Ma perché è così diverso da un prestito in banca? Ecco i tre motivi che lo rendono unico:

  1. È a Tasso Zero (Risparmi una fortuna) Quando una banca ti presta dei soldi, vuole gli interessi. Su cifre alte, gli interessi diventano una montagna di denaro. Con Smart & Start, invece, restituisci esattamente quello che hai preso. Niente sorprese, niente interessi composti. Esempio pratico: Su un finanziamento di 500.000 euro in 10 anni, non pagare interessi significa risparmiare oltre 150.000 euro rispetto a un mutuo bancario classico. Sono soldi che restano in tasca alla tua azienda.
  2. Il “Regalo” a Fondo Perduto (Solo per il Sud) Se la tua startup ha sede nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), succede una cosa ancora più interessante. Lo Stato ti dice: “Ti presto 100, ma tu devi ridarmi solo 70”. Il restante 30% è a fondo perduto: te lo regalano. Non devi restituirlo.
  3. Copre quasi tutto (Fino al 90%) Di solito, le banche ti finanziano solo una parte del progetto. Smart & Start copre l’80% delle spese totali. E se la tua startup è composta interamente da donne, da giovani under 36, o se c’è un dottore di ricerca che rientra dall’estero, la copertura sale al 90%. Tu devi mettere di tasca tua solo il 10-20%.
  4. Cosa puoi comprare con questi soldi? Non ti danno soldi per comprare l’auto aziendale o l’immobile. Finanziano ciò che serve a far funzionare l’idea:
    • Tecnologia: Impianti, server, macchinari, hardware e software.
    • Cervelli: Stipendi di dipendenti e collaboratori qualificati.
    • Protezione: Brevetti, marchi e licenze.
    • Marketing: Tutto ciò che serve per lanciare il prodotto sul mercato.
    • Consulenze: Esperti che ti aiutano a sviluppare la tecnologia.

In sintesi: Finanziano progetti da 100.000 euro fino a 1,5 milioni di euro. Lo Stato ci mette i soldi perché vuole che la tua idea diventi realtà e crei innovazione. Ma, essendo soldi pubblici (i soldi di tutti noi), deve anche assicurarsi che vengano usati bene.

Ecco perché, anche se per il finanziamento principale non servono garanzie reali (niente ipoteche sulla casa, per intenderci), c’è un momento specifico in cui Invitalia ti chiederà una fideiussione. E quel momento è quando chiedi di avere i soldi subito.

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2. Cos’è la fideiussione per Smart & Start

Qui bisogna fare chiarezza, perché c’è un grande malinteso.

Di solito, quando chiedi un prestito in banca, ti chiedono la casa o la firma di papà a garanzia. Con Smart & Start NON è così. Per il finanziamento principale non servono garanzie reali (niente ipoteche sui beni aziendali),.

Allora cos’è questa fideiussione Smart & Start 2026 di cui tutti parlano?

È una garanzia specifica che serve solo se vuoi i soldi subito, in anticipo.

Spieghiamolo come se avessi 12 anni. Immagina di dover costruire una casa sull’albero. Lo Stato (Invitalia) ti promette 100 euro per comprare il legno. Ha due modi per darteli:

  1. A rimborso: Tu compri il legno con i tuoi soldi, mostri lo scontrino e lo Stato ti ridà i 100 euro.
  2. In anticipo: Lo Stato ti dà subito 30 euro per iniziare, prima ancora che tu compri il legno.

Nel secondo caso, però, lo Stato ha paura: “E se questo si prende i 30 euro e ci compra le caramelle invece del legno?”.

Ecco che entra in gioco la fideiussione. È come se un terzo soggetto (un’assicurazione o una banca) dicesse allo Stato: “Fidati di lui. Dagli i 30 euro. Se scappa con i soldi o non fa i lavori, ce li metto io al posto suo”.

In sostanza, la fideiussione garantisce che userai quell’anticipo per realizzare davvero il progetto.

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3. Quando la fideiussione è obbligatoria

La regola d’oro da ricordare è questa: la fideiussione Invitalia è obbligatoria solo se chiedi l’anticipo del contributo.

Il bando Smart & Start prevede che tu possa richiedere un’anticipazione fino al 30% dell’importo totale del finanziamento approvato,.

  • Vuoi il 30% subito per avere liquidità e partire? Ti serve la fideiussione.
  • Hai già i soldi in cassa e preferisci spendere e poi farti rimborsare (SAL)? Potresti non averne bisogno per l’anticipo, ma attenzione: spesso le startup hanno bisogno di liquidità immediata, rendendo la fideiussione di fatto indispensabile per quasi tutti.

Questa garanzia resta “viva” finché non dimostri, tramite le fatture e la rendicontazione, di aver speso quei soldi correttamente. A quel punto, viene “svincolata” (cioè cancellata).

4. Chi deve presentare la fideiussione

Non importa se sei un genio del computer o un inventore solitario. Se hai chiesto l’anticipo, la fideiussione tocca a tutti i beneficiari del bando:

  • Startup innovative già costituite: Devono avere meno di 60 mesi di vita.
  • Team di persone fisiche: Anche se avete fatto domanda come “gruppo di amici” (team non costituito), una volta ottenuto l’ok, avete 30 giorni per formare la società. A quel punto, sarà la neocostituita società a dover presentare la garanzia per l’anticipo.
  • Imprese straniere: Che vogliono aprire una sede in Italia.

Insomma, se vuoi i soldi “prima” di spendere, devi presentare la garanzia.

5. Tipologie di fideiussione accettate: Banca o Assicurazione?

Invitalia accetta due tipi di garanzie per l’anticipazione:

  1. Fideiussione Bancaria
  2. Polizza Fideiussoria Assicurativa

Qual è la differenza? È enorme, soprattutto per una startup.

La Fideiussione Bancaria

La banca, per garantirti, spesso ti chiede di “congelare” i soldi. Esempio: vuoi una fideiussione di 50.000 euro? La banca potrebbe chiederti di bloccare 50.000 euro sul conto come pegno.

  • Svantaggio: Ti toglie liquidità. Se hai quei soldi fermi sul conto, tanto vale usarli per il progetto, no? Inoltre, le banche sono molto lente e rigide con le nuove aziende.

La Fideiussione Assicurativa

Un’agenzia assicurativa o una finanziaria specializzata non ti chiede di bloccare i contanti. Ti chiede solo di pagare un “premio” (il costo della polizza).

  • Vantaggio: Mantieni i tuoi soldi in cassa per far crescere l’azienda. È la soluzione che noi di italiafideiussioni.it consigliamo quasi sempre alle startup, perché è più flessibile e non blocca il tuo capitale.

6. Costi della fideiussione Smart & Start 2026

“Quanto mi costa?” È la domanda che ci fate tutti. Non esiste un prezzo fisso come al supermercato, ma possiamo darti delle indicazioni realistiche. Il costo (il premio) dipende da tre fattori:

  1. L’importo garantito: Ovviamente, garantire 30.000 euro costa meno che garantirne 300.000.
  2. La durata: Più tempo ci metti a spendere i soldi dell’anticipo e a rendicontarli, più a lungo serve la garanzia.
  3. L’affidabilità della tua impresa: Anche se sei una startup, l’ente garante valuterà il tuo business plan e i soci.

Generalmente, il costo è una percentuale dell’importo garantito. Non parliamo di cifre folli, ma è una spesa che devi mettere in conto nel tuo piano finanziario. tra l’1% ed il 2% 

7. Tempi di rilascio: non dormire sugli allori!

Hai ottenuto l’approvazione del progetto? Grande! Ora però non aspettare. Dalla stipula del contratto con Invitalia alla prima erogazione (l’anticipo) passano solitamente 30-60 giorni.

Se arrivi al giorno della firma senza la fideiussione pronta, i soldi non arrivano. Ottenere una fideiussione per contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati non è immediato come comprare un biglietto del treno. Ci sono tempi tecnici per l’istruttoria.

Il consiglio dell’esperto: Appena sai di aver vinto il bando (anzi, anche prima!), inizia a cercare chi ti farà la fideiussione. Arrivare tardi significa ritardare l’incasso di mesi.

8. Errori comuni da evitare

In anni di esperienza, abbiamo visto startup perdere mesi preziosi per errori banali. Ecco i classici “autogoal” da evitare:

  • Testo della fideiussione sbagliato: Invitalia ha dei modelli precisi. Se la tua banca usa un testo standard vecchio o diverso, la garanzia viene rifiutata. E devi ricominciare da capo.
  • Soggetto garante non accettato: Non tutte le assicurazioni o finanziarie vanno bene. Devono essere istituti autorizzati e accettati dall’ente pubblico.
  • Scadenze errate: La garanzia deve coprire un periodo specifico legato al termine dei lavori. Sbagliare la data di scadenza è un errore fatale.
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9. Perché affidarsi a uno specialista in fideiussioni

Potresti pensare: “Vado nella mia banca sotto casa, mi conoscono da quando sono nato”. Purtroppo, per le fideiussioni legate a bandi specifici come Smart & Start 2026, il direttore di filiale spesso non sa nemmeno di cosa stai parlando o non ha il potere di deliberare su una startup innovativa senza bilanci storici.

Affidarsi a italiafideiussioni.it significa parlare con chi fa solo questo dalla mattina alla sera.

  • Conosciamo a memoria i testi richiesti da Invitalia (così non vengono respinti).
  • Sappiamo quali compagnie assicurative amano le startup e quali no.
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Ecco una risposta pratica e diretta, basata sui documenti che hai caricato e integrata con le prassi operative del settore per darti un quadro completo.

Documenti per l’istruttoria della Fideiussione: Cosa preparare

Ottima domanda. Spesso ci si concentra solo sulla burocrazia di Invitalia e ci si dimentica che anche la compagnia di assicurazioni che emette la garanzia (assicurazione o intermediario finanziario) deve fare la sua valutazione (istruttoria) per decidere se fidarsi di te.

Ecco la lista di ciò che devi tenere a portata di mano, divisa tra ciò che confermano le fonti e ciò che è prassi standard di mercato.

1. Il Business Plan (Il cuore della valutazione)

Questo è il documento più importante sia per Invitalia che per chi ti deve garantire.

  • Perché serve: Le fonti spiegano che il business plan è il “cuore della candidatura” e deve includere analisi di mercato, strategia commerciale e proiezioni economico-finanziarie a 3-5 anni.
  • Cosa guardano: L’assicurazione userà questo documento (che deve essere di almeno 30 pagine e molto dettagliato) per capire se la tua startup starà in piedi e sarà in grado di restituire i soldi in caso di problemi.

2. Il Decreto o Lettera di Ammissione

Anche se non esplicitato nella lista documenti delle fonti, è logico e fondamentale: non puoi chiedere una fideiussione se non dimostri di aver vinto il bando.

  • Cosa presentare: La PEC ricevuta da Invitalia che conferma l’esito positivo della valutazione,. Questo documento certifica l’importo che ti è stato concesso e le condizioni.

3. Documenti della Società (o del Team)

Le fonti specificano che Smart & Start si rivolge a startup costituite o a team di persone fisiche.

  • Se la società è già costituita:
    • Visura Camerale aggiornata: Serve a dimostrare che la società esiste ed è iscritta alla sezione speciale del Registro Imprese,.
    • Statuto e Atto Costitutivo.
  • Se siete un team di persone fisiche:
    • Dovrete fornire i documenti personali dei futuri soci, dato che avete 30 giorni per costituire la società dopo l’approvazione,. Tuttavia, ricorda che la polizza definitiva verrà intestata alla società una volta costituita.

4. Documenti d’Identità e CV del Team

Poiché le startup spesso non hanno bilanci storici (essendo nate da meno di 60 mesi), l’assicurazione valuta le persone.

  • Cosa serve: Carta d’identità e Codice Fiscale dell’amministratore e dei soci.
  • Curriculum Vitae: Le fonti confermano che i CV dei soci sono allegati obbligatori già per la domanda Invitalia. Tienili pronti anche per l’assicurazione: servono a dimostrare che avete le competenze per realizzare il progetto.

5. Preventivi di Spesa

L’assicurazione potrebbe richiedere di vedere come userai i soldi dell’anticipo.

  • Cosa serve: I preventivi di spesa che hai già raccolto per la domanda a Invitalia. Questo aiuta il garante a capire che i soldi dell’anticipazione (fino al 30% del totale) verranno usati per spese concrete e ammissibili (impianti, software, brevetti, ecc.).

In sintesi: non devi creare nulla di nuovo

La buona notizia è che il 90% dei documenti che servono per la fideiussione li hai già pronti: sono gli stessi che hai caricato sul portale Invitalia.

Il consiglio dell’esperto: Non aspettare l’ultimo minuto. Appena ricevi la PEC di approvazione, prepara una cartella con:

  1. Business Plan.
  2. Visura Camerale.
  3. Documenti d’identità e CV dei soci.
  4. Lettera di approvazione Invitalia.

Con questo “pacchetto” pronto, l’istruttoria su italiafideiussioni.it sarà molto più veloce e potrai sbloccare l’anticipo in tempi brevi.

Attenzione: le compagnie di assicurazioni potrebbero richiedere documenti aggiuntivi.

 Le spese “Vietate”: cosa NON paga mai Smart & Start 2026

Quando scrivi il Business Plan, è facile farsi prendere la mano e pensare: “Fantastico, con questi soldi mi compro l’ufficio nuovo e l’auto aziendale!”. Ecco, ferma tutto. Se inserisci queste voci, Invitalia te le depenna subito (e fai anche una brutta figura).

Il bando è molto chiaro su cosa non viene finanziato:

  1. Terreni e Fabbricati (Il mattone non vale) Non puoi usare i soldi del finanziamento per comprare l’immobile dove farai sede, né per acquistare terreni. I soldi servono per quello che fai dentro l’azienda, non per i muri.
  2. Veicoli e Auto Aziendali Niente auto di rappresentanza, niente macchine per i commerciali. I veicoli sono esclusi, a meno che non siano “mezzi operativi strettamente necessari”. Esempio: Se la tua startup fa consegne con droni, il drone è finanziabile. Se compri una Panda per andare dai clienti, no.
  3. Beni Usati (Solo roba nuova!) Non puoi comprare macchinari di seconda mano, nemmeno se sembrano nuovi. Tutto quello che acquisti (computer, server, impianti) deve essere nuovo di fabbrica,. Niente aste su eBay o acquisti dall’azienda dello zio che sta chiudendo.
  4. Leasing Finanziario Smart & Start finanzia l’acquisto (la proprietà). Se prendi un macchinario in leasing, quella spesa non è ammessa. Devi comprare il bene e fartelo fatturare.
  5. IVA (Questa la paghi tu) Questa è la regola che confonde più spesso i giovani imprenditori. L’IVA recuperabile non è mai finanziata. Come funziona: Se un computer costa 1.000 € + IVA (220 €), Invitalia ti calcola il finanziamento sui 1.000 €. I 220 € di IVA devi tirarli fuori tu subito al fornitore (poi li recupererai con la dichiarazione dei redditi, ma intanto devi averli in cassa).
  6. Spese Ordinarie “Generiche” Tutto ciò che serve per la gestione ordinaria e che non c’entra nulla con l’innovazione è escluso. Esempio: Le spese per il commercialista generico o le bollette della luce che non c’entrano col progetto specifico rischiano di restare fuori. Le spese di marketing sono ammesse solo se strettamente legate al lancio del prodotto innovativo, non per farsi pubblicità generica.

Ricorda la regola d’oro

L’obiettivo di Smart & Start è finanziare l’innovazione tecnologica. Se una spesa non serve direttamente a sviluppare la tua tecnologia o a portarla sul mercato, al 99% non verrà rimborsata.

Evita di gonfiare il preventivo con queste voci: rischi solo di vederti tagliare il budget approvato o, peggio, di vedere il progetto respinto per mancanza di coerenza.


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